Militello in Val di Catania

Dal cuore degli Iblei, antiche tradizioni e prodotti unici di un territorio Patrimonio dell’Umanità UNESCO

Militello in Val di Catania, incastonata al margine meridionale degli Iblei, fa parte di un territorio unico, in cui le antiche tradizioni e i suoi prodotti sono il simbolo di una Sicilia che fu, ma che guarda al futuro con ritrovata passione, qualità e innovazione.

Fondata dai Normanni, ha vissuto pienamente le vicissitudini storiche siciliane, popoli e dominazioni diverse, di cui le varie generazioni hanno adottato costumi e culture. Oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO, mantiene inalterate molte di queste tradizioni, che determinano un’esclusivo e sapiente uso del territorio militellese.

Famosa, oltre per aver dato in natali a molti illustri della cultura e della società italiana, Militello Val di Catania, conserva un patrimonio unico e di grande bellezza, testimone delle attenzioni che questo territorio ha avuto da parte dei vari popoli che si sono alternati nella sua storia.

Militello in Val di Catania - Cava del Carcarone
Cava del Carcarone

 

Breve Storia di Militello Val di Catania

Le origini

Il territorio di Militello è stato abitato sin dall’antichità. Le aree archeologiche presenti in prossimità del centro abitato testimoniano la frequentazione del territorio lungo un arco cronologico che va dall’età del rame e del bronzo all’età del ferro, dal periodo classico ed ellenistico a quello bizantino e arabo.

Necropoli ellenistica di piano Maenza
Necropoli ellenistica di piano Maenza

 

Nonostante l’evidenza archeologica, numerose sono state le ipotesi sulla fondazione della città, alcune delle quali divenute vere e proprie leggende.

Il Nome di Militello deriva dal latino-medievale “Militellus” (da “Militum Tellus”, ossia “terra dei soldati”) farebbe riferimento alla distribuzione di terre, operata dal conte Ruggero I, in favore dei membri del suo esercito (come riferisce il cronista Goffredo Malaterra).

Probabilmente come suggeriscono importanti testimonianze monumentali e diplomatiche, l’origine dell’odierno abitato è da ricondurre alla politica di controllo del territorio intrapresa dai Normanni al termine della conquista della Sicilia alla fine dell’ XI secolo. Ai Normanni si devono infatti i primi cenni di attività edilizia nel luogo, come la chiesa di Santa Maria e la torre-dongione ad essa adiacente, edifici costruiti a ridosso della cava, in un contesto abitativo prevalentemente rupestre.

Militello in Val di Catania - Torre Normanna - Buonastrada
Torre Normanna – Buonastrada

 

Nel 1248, l’imperatore Federico II concesse in perpetuo il casale et castrum di Militello in Val di Noto, col rango di baronia, al nobile Bonifacio de Camerana figlio di Oddone.

Quest’ultimo era un milite originario delle Langhe piemontesi, che nel 1237 immigrò in Sicilia, col suo seguito di coloni lombardi i quali andarono ad accrescere così il numero dei cosiddetti Lombardi di Sicilia.

Chiesa normanna di Santa Maria la Vetere
Chiesa normanna di Santa Maria la Vetere

 

L’età feudale

I Camerana tennero il feudo di Militello per alcuni decenni, fino a quando l’ultima esponente della famiglia, Maria Camerana, lasciò il feudo in eredità al figlio Abbo Barresi (1303).

Nel 1337 il re di Sicilia Pietro II d’Aragona concesse al barone Abbo Barresi il privilegio di circondare di mura l’abitato, collocandovi all’interno il castello. Fu in seguito a questa circostanza, che l’abitato di Militello divenne una “terra” del regno.

Monumento funebre di Blasco Barresi - fine XVI secolo - Chiesa Santa Maria della Stella
Monumento funebre di Blasco Barresi – fine XVI secolo – Chiesa Santa Maria della Stella
Militello in Val di Catania - Castello Aragonese
Castello Aragonese

 

 

Il delitto di donna Aldonza Santapau

Nel 1473 il castello di Militello fu teatro di un delitto passionale ai danni di donna Aldonza Santapau, marchesa di Licodia, moglie del barone di Militello Antonio Piero Barresi.

Falsamente accusata di adulterio dai cognati, questa fu uccisa dal marito insieme al presunto amante, il segretario baronale Pietro Caruso, detto “Bellopiede” per la sua perizia nella danza. La fosca vicenda ha alimentato, nel corso dei secoli, una ricca produzione letteraria e di racconti popolari, inaugurando così la lunga serie di storie di drammi della gelosia siciliana, fra i quali il noto romanzo La baronessa di Carini di Salomone Marino, e la famosissima novella Cavalleria Rusticana di Giovanni Verga.

Sotto la signoria dei Barresi, a metà del XVI secolo, il feudo assurse alla dignità di marchesato. Estinta la dinastia dei Barresi, con il matrimonio tra Caterina Barresi e Fabrizio Branciforte, principe di Butera e conte di Mazzarino, nel 1571 la città passò ai Branciforte, uno dei casati più importanti di Sicilia, che la tennero fino all’abolizione della feudalità nel 1812.

Nel XV secolo è documentata a Militello la presenza di una comunità ebraica con la sua sinagoga.

Durante il loro governo, la città si arricchì di nuovi edifici e fondazioni, come la nuova ala del castello, chiese, monasteri, palazzi per l’amministrazione, fontane pubbliche, una grande biblioteca e una stamperia tra le prime del Regno di Sicilia, dove nel 1617 fu pubblicato il trattato Il giuoco degli scacchi di Pietro Carrera, importante testo di riferimento della scacchistica moderna (famoso per la cosiddetta difesa siciliana).

Il terribile terremoto dell’11 gennaio 1693 distrusse molti di questi edifici, purtuttavia la felice ricostruzione del secolo successivo porterà alla realizzazione di gioielli di grande pregio architettonico, come le nuove chiese parrocchiali di Santa Maria della Stella e di San Nicolò, e nuovi palazzi nobiliari. Fra le fondazioni più importanti di Francesco Branciforte va menzionato il grandioso monastero di San Benedetto nel 1616, vero cuore pulsante della vita economica e culturale della città.

Militello in Val di Catania
Monastero di San Benedetto

 

In età moderna, oltre all’agricoltura, a Militello erano fiorenti molteplici attività economiche. Tra le quali la produzione della polvere da sparo, della seta, della salsola (sali di potassio per la preparazione del sapone), della colla e soprattutto la concia delle pelli. Altri settori importanti dell’economia militellese era la molitura dei cereali e la lavorazione del tabacco anche da fiuto (qui nacque il marchio “Tabacco Branciforte”).

Dall’abolizione del feudalesimo ad oggi

Con l’abolizione del feudalesimo nel 1812, a Militello si affacciò una nuova classe dirigente, composta da nobili, clero e ricchi proprietari terrieri.

Con la creazione del nuovo Stato Unitario Italiano nel 1861, la condizione economica e sociale di Militello non migliorò, anzi la soppressione degli ordini religiosi e l’incameramento dei monasteri che ne seguì nel 1867 sottrasse alla città le sue principali agenzie d’impiego e le sue più importanti istituzioni assistenziali.

Un nuovo avvio di crescita demografica e di ripresa dell’edilizia pubblica si avrà soltanto a partire dai primi decenni del XX secolo.

In età più recente, la storia di Militello non è diversa da quella della maggior parte dei piccoli comuni siciliani, in cui a una economia basata essenzialmente sull’agricoltura e su una modesta attività artigianale fa riscontro una forte emigrazione e un costante calo demografico. Per la ricchezza del suo patrimonio artistico-monumentale, Militello nel 2002 ha ottenuto il riconoscimento UNESCO, venendo inserita fra le città del Val di Noto dichiarate bene dell’umanità. Un riconoscimento prestigioso dal quale sperare un rilancio della cittadina, soprattutto sotto il profilo turistico, economico e culturale.

 

Il territorio e le produzioni tipiche

Militello Val di Catania si trova nell’estremità orientale dei Monti Iblei a ridosso della Piana di Catania e predomina la Piana di Lentini e il Lago Biviere.

Militello Val di Catania
Militello Val di Catania

 

La sua economia è sempre stata caratterizzata dall’agricoltura, dalle antiche produzioni di tabacco alle più attuali e famose di Fico d’India (P.A.T.). Il territorio di Militello rientra inoltre nell’area di produzione dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP.

Fichi d'India
Fichi d’India

 

Arancia Rossa di Sicilia IGP
Arancia Rossa di Sicilia IGP

Va inoltre ricordato il territorio di Militello ricade nell’areale di produzione dell’Olio Extra Vergine d’Oliva “Monti Iblei” D.O.P., del Pecorino siciliano I.G.P. Nonché dell’Oliva Tonda Iblea e della Nocellara dell’Etna oltre alla famosa Salsiccia fresca e secca.

Ma tra tutte le produzioni tipiche di Militello Val di Catania, spiccano la Mostarda di Fico d’India e la Cassatellina di Militello.

Mostarda di Fico d'India
Mostarda di Fico d’India

 

Cassatelline di Militello
Cassatelline di Militello